Rappresentare il rilievo
Dopo le coordinate sul piano, la terza dimensione: la quota.
L’altimetria si rappresenta con punti quotati oppure con linee che uniscono punti di uguale quota: le isoipse, o curve di livello. Quando si rappresentano le profondità di mari e laghi le stesse linee si chiamano isobate.
Punto quotato: un punto di cui è stata determinata la quota, scritta sulla carta accanto a un puntino. Si trovano in posizioni scelte, non a caso: la cima di un monte, il punto più basso di una zona.
Isoipse (curve di livello): linee che uniscono punti alla stessa quota.
L’equidistanza
Equidistanza: la differenza di quota (Δh) tra una curva di livello e la successiva. È una distanza altimetrica, non planimetrica, ed è costante nella stessa carta.
Regola generale: l’equidistanza è circa un millesimo della scala della carta. Ci sono eccezioni, quindi il dato giusto si legge sempre in legenda; la tavoletta di Rapallo ha 25 m.
| Scala | Equidistanza |
|---|---|
| 1.000 | 10 m |
| 1.000 | 25 m |
| 1.000 | 100 m |
Esempio visto in aula: una carta con curve ogni 10 m. Non c’è la certezza matematica, ma probabilmente era al 10.000.
Come nascono le isoipse
Il principio è tagliare il rilievo con piani orizzontali a quote fisse (400 m, 200 m…): ogni piano incontra il rilievo lungo una linea, e proiettando tutte le linee sul piano della carta si ottengono le curve di livello.
Nella pratica si parte da una serie di punti quotati rilevati sul terreno, con posizione e quota precise. Così lavoravano i topografi dell’IGM nei decenni dopo l’Unità d’Italia, con squadre di centinaia o migliaia di persone che usavano strumenti topografici classici (la stadia), antenati delle attuali stazioni totali. Oggi i punti quotati si ottengono per via aerea con tecniche aerofotogrammetriche: migliaia di punti in poco tempo, e una cartografia di una regione intera in pochi mesi, secondo i mezzi disponibili.
Procedura: tracciare una curva per interpolazione
Il metodo semplificato che si usa a mano per ricavare le curve dai punti quotati.
- Prendi due punti quotati vicini, per esempio 128 m e 142 m, e uniscili con un segmento.
- Misura la lunghezza L del segmento sulla carta (nell’esempio 14 mm) e il dislivello ΔQ tra i due punti (14 m).
- Dividi: L / ΔQ = millimetri per metro di quota (qui 1 mm per metro).
- Per trovare dove passa la curva di una certa quota, calcola quanti metri mancano dal punto più basso e portali sul segmento: la curva dei 140 m sta a 140 − 128 = 12 m, cioè a 12 mm dal punto 128.
- Ripeti tra le varie coppie di punti e unisci i punti trovati: è una isoipsa.
L’ipotesi è che il rilievo tra i due punti salga in modo costante: è una approssimazione (“nella realtà magari non è così”).
Isoline di ogni tipo
Le isoipse sono un caso di isolina: il luogo dei punti in cui un certo parametro ha lo stesso valore. In geografia fisica e in geologia ne incontrerai tante: le isoterme (stessa temperatura, quando si parlerà di atmosfera), le isobate (stessa profondità) e altre. Qui servono le isoipse.
Punti quotati e curve di livello
Il numero che compare vicino a una curva di livello non è la quota della curva: è la quota del punto quotato accanto. Una curva vicina al punto 1989 non vale 1989: potrebbe essere la 2000, la 1975, la 2025. La curva di livello ha sempre un valore multiplo dell’equidistanza (di solito scritto solo su poche curve): la quota si ricava con il ragionamento qui sotto.
Direttrici e intermedie
Sulla carta 1
.000 le curve non hanno lo stesso spessore.| Tipo | Aspetto | Valore | Differenza |
|---|---|---|---|
| Direttrice | più spessa | sempre multiplo di 100 | 100 m tra una direttrice e la successiva |
| Intermedia | più sottile | multiplo di 25, escludendo i multipli di 100 | 25 m dalle curve vicine; tra due direttrici ce ne sono 3 (25, 50, 75) |
Tra due direttrici ci sono quindi 4 intervalli da 25 m. Su una carta 1
.000 l’equidistanza è 10 m, quindi tra due direttrici le intermedie sono di più; le direttrici possono essere ogni 50 o ogni 100 m e l’intervallo si legge nella carta. Cambia la scala, il principio resta.Procedura: leggere la quota di una curva
- Riconosci il tipo: direttrice (spessa) o intermedia (sottile).
- Cerca un punto quotato vicino alla curva.
- Stabilisci se la curva sta sopra o sotto quel punto: da che parte sale il versante.
- Direttrice: prendi il primo multiplo di 100 nella direzione giusta. Esempio: vicino alla curva c’è il punto 1989 e il versante sale verso la curva → la curva è la 2000. Se invece c’è il punto 2219 e la curva sta sotto → è la 2200.
- Le altre direttrici si ricavano aggiungendo o togliendo 100 a ogni curva spessa.
- Intermedia: parti dalla direttrice più vicina e aggiungi o togli 25 m a ogni curva sottile. Esempio: sotto la 1800 le intermedie valgono 1775, 1750, 1725.
- Controlla: partendo dall’alto e dal basso i conti devono tornare (“la prova del 9”).
Esempi fatti in aula: un pallino su una direttrice: dalla 2000 si scende 1900, 1800, 1700, quindi la curva è la 1700. Un pallino su una curva sottile: riconosciuta la 1800, due intermedie sopra, quindi la curva è la 1850.
Il profilo topografico
Solo annunciato: si farà alla lavagna e sulla carta.
Dalle curve di livello si costruiscono i profili (o sezioni topografiche), che ricostruiscono l’andamento del rilievo tra due punti.
È l’esercizio clou della prova: “un buon profilo topografico è già circa metà del lavoro previsto nel test di cartografia”. Serve poi per tutto: metodi geologici e geomorfologici, sezioni geologiche con strati e faglie, per esempio una frana, il suo corpo accumulato al piede del versante e la superficie di scivolamento (tratteggiata in sezione) da cui ricavare gli spessori.
Pendenza e inclinazione
Due modi per descrivere quanto è ripido un versante.
Si considera un triangolo rettangolo: l’ipotenusa è il piano inclinato del versante, il cateto verticale è il dislivello Δh, quello orizzontale è la distanza planimetrica D letta sulla carta tra i due punti.
Inclinazione: l’angolo α tra il piano orizzontale e il versante. α = arctan(Δh / D).
Pendenza: il rapporto tra dislivello e distanza, in percentuale. pendenza % = (Δh / D) × 100.
Esempio dalla slide 7: Δh = 5 m, D = 13 m → pendenza = 5/13 × 100 = 38,5%, inclinazione α = arctan(5/13) = 21°.
I range
- Pendenza: da 0% (piano orizzontale) a infinito per una parete verticale, dove D = 0 e qualunque Δh diviso zero è infinito. Non c’è un massimo del 100%: la domanda è un trabocchetto.
- Inclinazione: da 0° a 90°.
- A 45° si ha Δh = D e quindi una pendenza del 100%. I versanti reali stanno tipicamente intorno al 30–50–100%, già molto ripidi.
Il prof ha usato la parola “equilatero” per il triangolo con i cateti uguali. È un triangolo rettangolo isoscele, con angoli di 45°, 45° e 90°.
Procedura: pendenza e inclinazione tra due punti
- Leggi la quota di A e di B (procedura sopra) e calcola Δh = quota maggiore − quota minore.
- Misura con il righello la distanza A–B sulla carta in cm e convertila: su 1.000 D = cm × 250 m. Questa è la distanza planimetrica.
- Pendenza = (Δh / D) × 100.
- Inclinazione = arctan(Δh / D), sulla calcolatrice con la funzione tan−1, impostata in gradi (DEG) e non in radianti (RAD): altrimenti il numero è strano e non serve.
- Arrotonda e scrivi insieme pendenza (%) e inclinazione (°).
Esempio 1 (slide 8): quota A 1850 m, quota B 1700 m, Δh = 150 m; D = 320 m, cioè circa 1,3 cm sulla carta. Pendenza = 150/320 × 100 = 47%, inclinazione = arctan(150/320) = 25°.
Esempio 2 (slide 9): quota A 1575 m, quota B 1825 m, Δh = 250 m; D = 600 m, cioè 2,4 cm sulla carta. Pendenza = 250/600 × 100 = 41,6% (circa 42%), inclinazione = 22,6° (circa 23°). È un versante meno ripido del primo.
In aula “600 m diviso 250 fa 2,2”: fa 2,4 cm.
Da fare
- Rifare la procedura per leggere la quota di una curva su cinque curve della tavoletta di Rapallo, partendo da un punto quotato.
- Calcolare pendenza e inclinazione tra due punti scelti, con le proprie misure, e controllare che la calcolatrice sia in DEG.
- Imparare i range: pendenza da 0 a infinito, inclinazione da 0° a 90°, 45° = 100%.
- Ricordare la regola dell’equidistanza (un millesimo della scala) e che il dato giusto è in legenda.
- Preparare matite, righello, squadretta, carta millimetrata per il profilo topografico.