Le acque superficiali e la linea di massima pendenza
Dopo le curve di livello, cosa se ne ricava: il reticolo idrografico.
Il reticolo idrografico è l’insieme dei tratti dei corsi d’acqua, anche piccoli, che confluiscono in quelli più importanti. È importante saperlo leggere, perché spesso i tratti del reticolo sono legati a incisioni ed erosioni, da cui possono derivare instabilità dei versanti, e perché serve per delimitare i bacini idrografici.
La regola di base: le acque superficiali, quelle meteoriche, scorrono lungo i versanti secondo la linea di massima pendenza: non vanno in salita e non vanno in diagonale.
Sulla carta la linea di massima pendenza è quella che taglia le curve di livello (isoipse) in modo ortogonale. Per questo i corsi d’acqua tendono a tagliare le curve di livello ad angolo retto, almeno nei tratti iniziali.
Il prof lo ha mostrato con un pallino rosso su una curva di livello: una “secchiata d’acqua” buttata lì non va né a destra né a sinistra, scende secondo la linea di massima pendenza, quella segnata dalle linee tratteggiate sulla carta, cioè piccole incisioni che si sono sviluppate perpendicolari alle isoipse e confluiscono poi in un corso d’acqua più grande.
Dagli appunti del compagno: le linee di impluvio e di displuvio passano per i punti di massima curvatura delle isoipse, cioè per il vertice delle curve a “V” che si incurvano lungo un crinale o lungo una valle.
Impluvi e displuvi
Impluvio: la linea di fondovalle, in cui le acque si raccolgono e si incanalano. È il reticolo idrografico, che si segna in blu.
Displuvio (o crinale, cresta, spartiacque): la linea sommitale dalla quale le acque si dividono e scendono verso impluvi diversi. Separa una valle da un’altra. Si segna in rosso.
Ricordarselo con la mano: un impluvio è la valle tra due dita, un displuvio è la cresta delle nocche. Il displuvio è “l’opposto dell’impluvio”, una specie di impluvio rovesciato.
Un displuvio non è un fiume: è un crinale, una cresta, il punto più alto tra due valli. È la zona dove le acque si dividono e non dove scorrono. Lungo il crinale si cammina volentieri, mentre il fiume è nell’impluvio.
Nelle valli le zone elevate sono le sorgenti da cui parte il flusso; le acque si concentrano e prendono il nome di un corso d’acqua (rio, torrente…).
Lo schema degli appunti: curve di livello ogni 25 m (da 300 a 400) con una valle al centro e due crinali ai lati; le frecce dell’acqua scendono perpendicolari alle curve e confluiscono nell’impluvio. Ridisegnarlo, con la linea che passa per i punti di massima curvatura.
Il bacino idrografico
Bacino idrografico: la porzione di territorio che raccoglie tutte le precipitazioni meteoriche che, trasformandosi in portate, defluiscono attraverso una determinata sezione. Quando si considerano solo i deflussi superficiali la sua delimitazione è agevole: la fa la linea spartiacque (di displuvio), che separa un bacino da quelli vicini.
L’esempio è il Rio Molinello, un piccolo bacino che sfocia a mare: tutta l’acqua che piove dentro l’area va a confluire nel reticolo idrografico e poi, attraverso il tratto terminale, a mare. La linea rossa che lo racchiude è un crinale che separa la valle del Rio Molinello dalle valli vicine.
Il bacino idrografico è un argomento d’esame.
Procedura: tracciare il reticolo e il bacino
- Matita blu: ricalca il reticolo idrografico, cioè tutti i tratti di corso d’acqua (anche i più piccoli, dalle linee punteggiate o tratteggiate) che alla fine confluiscono nella sezione scelta, per esempio la foce. I toponimi di solito dicono il tipo: R per rio, T per torrente.
- Matita rossa: traccia la linea spartiacque, seguendo i crinali (displuvi) che circondano tutti gli impluvi, dalla sezione scelta lungo i crinali fino a richiudere l’anello.
- Controlla: tutti gli impluvi dentro la linea devono arrivare alla sezione; la linea non deve attraversare nessun corso d’acqua se non alla sezione stessa.
La slide 11 lo riassume così: “si tracciano inizialmente gli impluvi e successivamente i displuvi”.
Quanto è grande un bacino
Per l’ordine di grandezza ci si aiuta con il reticolato chilometrico: ogni maglia è un quadrato di 1 km², quindi il bacino del Rio Molinello, che riempie poco più di una maglia, è di circa 1–1,5 km². Anche la lunghezza del corso d’acqua si stima in chilometri contando le maglie, ricordando che su 1
.000 il lato della maglia misura 4 cm. Il prof ha chiesto proprio questo tipo di stima: “ordine di grandezza: metri quadrati, chilometri?”.Bacino idrografico e bacino idrogeologico
Il bacino idrografico delimitato dalla linea spartiacque vale per i deflussi superficiali. Per il bacino idrogeologico, che riguarda anche le acque sotterranee, la delimitazione è molto più difficile e non coincide con quella superficiale: dipende da struttura e giacitura delle rocce, e nel corso d’acqua possono arrivare apporti sotterranei che entrano nel sottosuolo fuori dal bacino superficiale. Se ne riparlerà in geomorfologia e in geologia applicata.
Esercizio: pendenza e inclinazione tra due punti
Dagli appunti del compagno, sulla carta 1
.000 con equidistanza di 25 m. È la procedura della lezione della mattina, applicata ai punti A e B.- Δh: individua la curva di livello che passa per A o interpolala tra le curve vicine (leggendo la quota con il punto quotato più vicino); fai lo stesso per B. Nell’esempio Δh = 500 − 250 = 250 m.
- D: misura A–B sulla carta (1,5 cm) e convertila: 1,5 × 250 = 375 m.
- Pendenza = (Δh / D) × 100 = (250 / 375) × 100 = 66,6%.
- Inclinazione = arctan(Δh / D) = arctan(250 / 375) con la calcolatrice in DEG, non in radianti.
Gli appunti riportano α = 33,6°: arctan(0,6667) = 33,69°, quindi 33,7°.
Un esempio di prova di cartografia
Dalla slide 34 (prova 2022/23). Nell’audio non è commentata, ma dice come sono distribuiti i punti.
| N. | Richiesta | Punti |
|---|---|---|
| 1 | coordinate geografiche del punto A e UTM del punto B | 4 |
| 2 | posizionare il punto C date le coordinate geografiche (03°18′09″ O, 44°23′25″ N) | 2 |
| 3 | pendenza e inclinazione tra i punti D ed E | 2 |
| 4 | reticolo idrografico (blu) e spartiacque del bacino (rosso) del Rio… | 5 |
| 5 | sezione topografica su carta millimetrata tra A e B, alla stessa scala della carta | 10 |
| 6 | area del bacino in km² con il metodo della carta millimetrata | 4 |
| 7 | commento su morfologia, idrografia, orografia, uso del suolo ed elementi antropici | 3 |
Totale: 30 punti. La carta è una tavoletta IGM 1
.000, fuso ovest, zona 32T. La sezione topografica e il bacino valgono insieme 19 punti su 30.Da fare
- Rifare sulla tavoletta la procedura: matita blu sul reticolo, matita rossa sullo spartiacque, di un bacino piccolo.
- Stimare l’area del bacino contando le maglie del reticolato (1 km²).
- Rifare l’esercizio sulla pendenza e sull’inclinazione con le proprie misure.
- Chiedere a un compagno cosa è stato fatto nelle ultime ore del pomeriggio (profilo topografico? bacino?) e se il prof ha parlato della prova d’esempio.