Procedura: le coordinate geografiche di un punto
Quello che si è fatto con il punto A. Vale per qualunque punto della tavoletta.
- Segna il punto a matita, mai a penna: se sbagli, lo rifai.
- Latitudine (si legge sui margini laterali, sulle tracce di meridiano):
- con la squadretta traccia dal punto una orizzontale fino al margine laterale;
- leggi sul margine gradi e primi della tacca appena sotto la linea: sempre il valore inferiore;
- misura con il righello la lunghezza L di un primo sul bordo (tra due tacche; a Rapallo circa 7,3 cm) e la distanza d dalla tacca inferiore al punto;
- proporzione 60″ : L = x : d, quindi x = 60 · d / L; arrotonda al secondo;
- scrivi gradi° primi′ secondi″ Nord.
- Longitudine (si legge sui margini superiore e inferiore, sulle tracce di parallelo):
- traccia dal punto una verticale fino al margine alto;
- ignora i numeri piccoli in alto e in basso: sono le coordinate chilometriche, con la longitudine non c’entrano; leggi gradi e primi della tacca inferiore;
- misura L (un primo di longitudine, a Rapallo circa 5,2 cm) e d dalla tacca inferiore al punto;
- stessa proporzione, x = 60 · d / L;
- scrivi gradi° primi′ secondi″ con il riferimento corretto: ovest di Monte Mario sulla carta IGM, est di Greenwich su quella regionale.
Perché sempre il valore inferiore: la coordinata si scrive come un orario, valore intero più frazione (“12 e 32”), non “13 meno 28”. Prendere quello superiore costringe a sottrarre e a sbagliare.
Sulla carta IGM la longitudine cresce da est verso ovest, quindi la tacca “inferiore” sta a destra del punto, e si misura da lì verso sinistra. Sulla carta regionale (Greenwich) cresce verso est e la tacca inferiore sta a sinistra. Si parte sempre dalla tacca col valore più basso.
Esempio per la latitudine: d = 1,8 cm su un primo di L = 7,3 cm → 60 × 1,8 / 7,3 = 14,8″ ≈ 15″. Un millimetro di errore sul tracciato vale circa 1″: ognuno usa la propria misura e deve essere coerente con il proprio tracciato.
Procedura: le coordinate UTM di un punto
Le coordinate UTM sono le coordinate chilometriche, Est e Nord in metri sul reticolato. È la domanda da 2 punti sul punto B.
- Individua la maglia da 1 km in cui cade il punto: le linee Est sono verticali (numeri sul bordo, in basso e in alto), le linee Nord orizzontali (numeri sui lati). Prendi la linea Est a sinistra del punto e la linea Nord sotto il punto.
- Con il righello misura dE dal punto alla linea Est di sinistra e dN dal punto alla linea Nord di sotto.
- Converti in metri con la scala: su 1.000 1 cm = 250 m, 1 mm = 25 m (la maglia da 1 km misura 4 cm).
- Scrivi E = km della linea + metri e N = km della linea + metri.
- Scrivi la stringa nel formato IGM: zona e quadrato (letti nel riquadro del foglio, per Rapallo 32T NQ), poi i km a due cifre seguiti dai decametri (metri / 10), prima la Est, poi la Nord.
Esempio: 21 km + 650 m a Est e 14 km + 750 m a Nord → 32T NQ 21 65 14 75. Sono 8 cifre: si arriva al decametro, la precisione della convenzione IGM; per tornare ai metri si aggiunge uno zero, ma potrebbe anche essere un 5.
Il percorso inverso. Dato 32T NQ 1813 1387: Est = 18 km + 13 decametri = 18 km + 130 m; Nord = 13 km + 87 decametri = 13 km + 870 m. In millimetri: 130 / 25 = 5,2 mm dalla linea 18 e 870 / 25 = 34,8 mm dalla linea 13.
Dal formato IGM al formato regionale
La stessa posizione si scrive in metri, senza zona e senza quadrato.
| Formato IGM | Formato regionale | |
|---|---|---|
| Est | 2 cifre di km + decametri | 5 + km + metri → 6 cifre (es. 521650) |
| Nord | 2 cifre di km + decametri | 49 + km + metri → 7 cifre (es. 4 914 750) |
| Significato | zona e quadrato dicono dove sei | distanza dal meridiano (con 500 km sul 9°) e dall’equatore |
Perché 5 e 49. Il 5 davanti all’Est è il 500 km del meridiano di tangenza: un Est di 521 km vuol dire 21 km a est del meridiano 9°. Il 49 davanti al Nord appartiene al Nord, perché “non posso essere a 4911 km dal meridiano”: è la distanza dall’equatore, circa 4900 km in Liguria. Esempio di B: dopo il 49 vengono 11 km e 375 m, quindi 4.911.375 m dall’equatore.
Il formato regionale vale solo per la Regione Liguria. La Toscana poteva avere un altro formato, il Piemonte un altro ancora: le regioni non sono più uguali tra loro. I numeri sono sempre quelli, cambia solo come vengono scritti.
La carta regionale: cosa si legge sul bordo
- Coordinate geografiche: tra due tacche c’è un primo di longitudine, da Greenwich: 9°14′ E, 9°15′ E, 9°16′ E… aumentano andando verso est.
- Coordinate chilometriche: le linee verticali sono numerate 524.000, 525.000… perché ci si allontana dal valore 500 km del meridiano 9°. Il 500 si usa e non lo 0 per evitare valori negativi: andando verso ponente, verso il confine, i valori restano positivi anche oltre i 400 e i 300.
- Le linee orizzontali portano 4.913.000, 4.912.000…: i metri dall’equatore, che diminuiscono di 1 km andando verso sud.
Gauss-Boaga contro UTM
Sulla stessa carta regionale compaiono altri numeri: le coordinate Gauss-Boaga, anch’esse chilometriche. Boaga, il cartografo italiano, ha proposto per l’Italia un cilindro leggermente secante per ridurre gli errori; usando una superficie di proiezione un po’ diversa, le coordinate escono diverse.
| UTM (Gauss) | Gauss-Boaga | |
|---|---|---|
| Valore al meridiano centrale | 500 km a 9° e a 15° | 1500 km a 9° (fuso Ovest), 2520 km a 15° (fuso Est) |
| Cifre dell’Est | 6 (es. 523) | 7: un 1 davanti (es. 1523) |
| Reticolato sulla carta | quello normale | sfalsato: circa 4 mm verso est (4 × 25 = 100 m) e alcuni millimetri verso nord |
La differenza tra Gauss-Boaga e UTM è una domandina dell’orale, non dello scritto. Il valore 1500 e il 2520 non vanno ricordati a memoria: vanno capiti, come il 500 dell’UTM. Se si confondono i due sistemi, l’errore sulla carta è di circa 100 m (4 mm).
La procedura per ricavare le coordinate Gauss-Boaga è la stessa: si misura dalle linee del reticolato Gauss-Boaga, non da quelle UTM. Sulla carta regionale le coordinate sono ancora in uso e la Regione le assegna a ogni carta.
Il corso presenta il cilindro come tangente per l’UTM e secante per Boaga. In realtà anche l’UTM ha un fattore di scala di 0,9996, quindi è leggermente secante. Lo scarto tra i due reticolati viene soprattutto dal datum (Gauss-Boaga è sul Roma 40, l’UTM delle carte IGM sul ED50) e dal falso Est (1500 km contro 500 km). All’esame vale la versione del prof.
La tabella della carta regionale con i quattro vertici (nord-ovest, nord-est, sud-ovest, sud-est) riporta le coordinate in tre forme: Gauss-Boaga, UTM e geografiche. Mostra quindi il significato del 49, del 5, del 500 e del 1 davanti. Le coordinate geografiche in testa sono riferite a ED 1950.
Il prof ha anche riassunto la sequenza dell’esame: due test, uno di cartografia e uno di geografia fisica, la media dei due voti, poi un orale breve con due domande, una di cartografia e una di geografia fisica, su cose non chieste nei test.
Coordinate assolute e coordinate polari
Finora si è parlato di coordinate assolute, geografiche e chilometriche (UTM e Gauss-Boaga): danno la posizione rispetto all’intero globo. Per i rilievi locali, con stazione totale o strumenti simili, si usano le coordinate polari.
Coordinate polari di un punto Q rispetto a un punto stazione P: la distanza PQ e l’azimut ψ, cioè l’angolo misurato in senso orario dal Nord alla direzione PQ. A queste si aggiunge la quota, il terzo elemento che individua il punto nello spazio.
Procedura sul terreno:
- Si sceglie il punto stazione P, possibilmente con coordinate assolute note.
- Dal punto P si mira un oggetto riconoscibile (un campanile, una cima, la confluenza di due corsi d’acqua): lo strumento misura l’angolo rispetto al nord, per esempio 55°.
- Si misura la distanza, per esempio circa 1600 m. Si misura anche la quota.
- Si ripete per 10, 20, 50, 200 o 1000 punti attorno a P: si ottiene un rilievo locale.
- Conoscendo le coordinate assolute del solo punto P, si estendono a tutti i punti rilevati.
Le formule per passare da polari a Est e Nord non sono state fatte in aula. Con ψ misurato in senso orario dal nord: EQ = EP + d · sen ψ, NQ = NP + d · cos ψ.
La quota è la terza dimensione: planimetricamente bastano latitudine e longitudine (o Est e Nord), ma nello spazio un punto può stare a livello del mare o a 2000 m. I punti A e B sono stati messi su curve di livello apposta: la quota si ricaverà quando si parlerà delle curve di livello.
La declinazione magnetica
Un dato che compare su tutte le carte e serve a orientarle.
La bussola indica il nord magnetico, che non coincide con il nord geografico, quello della linea meridiana. Nel riquadro delle carte IGM si vedono tre direzioni:
- N, il nord geografico (l’asterisco);
- Nm, il nord magnetico (la freccia nera);
- Nq, il nord della quadrettatura, cioè del reticolato chilometrico.
Declinazione magnetica (δ): la differenza angolare tra il nord geografico e il nord magnetico. Sulla slide c’è anche la convergenza (γ), l’angolo tra nord geografico e nord della quadrettatura.
Non è costante: varia nel tempo, anche ogni anno. Sulla tavoletta di Rapallo, al 1° gennaio 1985, δ = +0°56′ (positiva: nord magnetico a est del geografico) e varia di circa +5′30″ per anno.
Il prof dice “5 primi 36”: la slide riporta 5′30″.
Procedura per usare il dato oggi:
- Leggi sulla carta la δ di riferimento e la sua data.
- Calcola δ oggi = δ riferimento + (anni trascorsi × variazione annua).
- Per segnare il nord magnetico sulla carta: unisci il punto P al centro del lato sud con il tratto graduato sul lato nord, corrispondente al valore di δ (istruzione dalla slide).
- Con la bussola e la carta su una tavoletta rigida, fai coincidere l’ago con il nord e, sapendo che c’è una differenza di qualche grado, ruota la carta di quell’angolo a destra o a sinistra.
Esempio mio, indicativo: dal 1985 al 2026 sono 41 anni, quindi 0°56′ + 41 × 5′30″ ≈ 4°40′ e l’errore di orientamento senza correzione sarebbe notevole. La variazione reale non è costante.
Serve soprattutto quando sul terreno non si hanno riferimenti fisici (un mare, una cima, un campanile) e bisogna orientare la carta con la bussola. Oggi tablet e GPS aiutano molto, ma è importante sapere perché il dato è sulla carta.
La cartografia IGM: fogli, quadranti e tavolette
L’IGM ha coperto l’Italia dall’Unità d’Italia fino agli anni 1960–70, quando ha smesso di mandare i propri rilevatori sul terreno (strumenti ormai obsoleti): per fare il 25.000 di tutto il Paese ci sono voluti decenni.
- Foglio: carta al 1.000, numerata dal nord verso sud, da 1 in alto a poco meno di 280 in Sicilia (la numerazione è cambiata nel tempo). La tavoletta di Rapallo è nel foglio 83.
- Quadrante: carta al 1.000; ogni foglio ne ha 4, numerati in senso orario da I (nord-est) a IV.
- Tavoletta: carta al 1.000; ogni quadrante ne ha 4, indicate con NE, SE, SO, NO. Ogni foglio è quindi coperto da 16 tavolette.
- Sezione: carta al 1.000, termine poco usato.
Per questo Rapallo è: foglio 83, II quadrante, tavoletta SO. I quadri d’unione sono sul sito dell’IGM. L’Italia è a cavallo di due fusi, ovest ed est, rispetto al meridiano di Roma; l’unica proiezione adottata è la UTM, e il prof la chiede all’esame.
Le carte regionali e i software GIS
- Dal portale della Regione Liguria (basta cercare “cartografia regione Liguria”, l’ufficio cartografico regionale) si scaricano gratuitamente carte in formato raster, vettoriale e georeferenziato.
- Il portale chiede informazioni (sistema di riferimento, formato): chi non sa rispondere non riesce a scaricare le carte.
- Si trovano le edizioni attuali (il 25.000 del 2017) e quelle vecchie (per esempio 1985): si possono scaricare più edizioni per fare confronti nel tempo, secondo il lavoro da fare.
- Una carta georeferenziata ha associate le coordinate: si punta su un punto e il software le dà. Si aprono con QGIS (gratuito e open source): si importano tre o quattro carte e il programma le mette insieme grazie alle coordinate.
- Il GIS non si fa in questo corso, non c’è il tempo: il prof consiglia però di iniziare a usarlo.
Da fare
- Rifare la procedura delle coordinate geografiche (latitudine e longitudine) su un punto qualsiasi, con le proprie misure di L e d.
- Rifare la procedura UTM sullo stesso punto e scrivere il risultato in formato IGM e in formato regionale, controllando che le cifre siano 8 + 6 + 7.
- Imparare perché 500 e non 0, e cosa cambia in Gauss-Boaga (1 davanti, 100 m di sfalsamento).
- Ripassare la declinazione: definizione, aggiornamento nel tempo, uso con la bussola.
- Decifrare la sigla della propria tavoletta: foglio 83, II SO.